giovedì 12 gennaio 2017

Piccolo non vuol dire brutto!

Eh si, piccolo non vuol dire mica brutto, anzi! Anche perché il detto dice che nella botte piccola ci sta il vino buono.
Si lo so dai che nella fialetta ci sta il veleno, ma non siate cattivi è appena passato Natale, si è tutti più buoni!
Serata post febbri varie, ok sembro un pochino monotematico, ma cosa ci posso fare se qui si è sempre malati, con qualcuno mi devo poter sfogare no?
Così decidiamo che è l'ora di provare qualcosa di nuovo, ma che non sia eccessivamente cinghialoso da digerire.

Il Verme è tratto

Gioco del matematico Knizia, edito da Zock, da 2 a 7 giocatori dalla durata che varia a seconda di quanti siedono al tavolo, ma tra i 15 minuti e i 45 vuoto per pieno.
Titolo astratto a cui è stata appiccicata un'ambientazione, ma come molti dei titoli del noto e pluri premiato autore. Ottime le dimensioni! Sta in una scatoletta di circa 12 cm x 12 cm, il che lo rende ottima da portare in giro. All'interno troviamo 8 dadi, con valori dall'1 al 5 e al posto del 6 un verme ed infine 16 tessere in resina-plastica, raffiguranti vermi e i numeri dal 22 al 36.
Ogni turno si tirano i dadi e si cerca di accaparrarsi una tessera presente sul tavolo o in cima alla pila di uno degli avversari. Se questo non accade, perché si "sballa", si gira la tessera con il maggior valore presente sul tavolo in modo da eliminarla dal gioco e si restituisce l'ultima tessera guadagnata.
Quando non sono più presenti tessere in tavola il gioco finisce e si sommano i vermi ottenuti. 
Ovviamente chi ha il totale maggiore vince!

Le regole da seguire sono proprio semplicissime, ma come sempre ci ha abituato Knizia, il gioco è lineare e pulito. Si spiega in poco tempo e, grazie alla breve durata, lo si può giocare più e più volte, senza stancarsene mai.
Insomma un altro titolo da mettere nello zaino da viaggio!