giovedì 11 maggio 2017

Anni di schiavitù per smuovere cubetti

Qualche tempo abbiamo partecipato ad una discussione sul valore dei giochi. Valore nel senso monetario del titolo. Cioè un gioco che costa X, vale veramente X?
Ne è uscito un pò di tutto, dal dire che un gioco vale per il materiale che contiene oppure per le sensazioni che può dare quando si è seduti ad un tavolo. Altri invece lo valutavano in base al numero di partite che ci avrebbero fatto.
Tutto questo ci ha fatto pensare ad un titolo provato a Lucca nel 2016 assieme a Fabio Pagano allo stand della Giochi Uniti.

Il titolo ci piacque molto, ma secondo noi al prezzo proposto non lo avremmo sicuramente preso.
Poi per una pura coincidenza 4 mesi dopo su Amazon l'abbiamo trovato ad un prezzo (secondo noi) molto più accessibile e lo abbiamo acquistato.

Imhotep
Gioco del 2016, edito in Italia dalla Giochi Uniti.
Il gioco è semplice quanto geniale! Ognuno è in possesso di una riserva personale di cubetti del proprio colore (blocchi di pietra), con cui attraverso le navi consegna questo materiale nei cinque porti presenti sul tavolo.
La consegna e il posizionamento delle pietre fa fruttare ad ogni giocatore dei punti vittoria e, come accade praticamente sempre, chi ne ha di più viene dichiarato vincitore.
Sul tavolo vengono apparecchiati i 5 porti:
- il mercato dove è possibile prendere carte
- il tempio
- gli obelischi
- la tomba
- le piramidi
Ognuno di questi ha due lati per giocare. Un lato A pensato più per le prime partite e un lato B che, onestamente, alza il livello del gioco.
La partita dura 6 turni, in ognuno di essi viene rivelata una carta che rappresenta  il numero di navi presenti e la loro stazza di carico e i giocatori possono eseguire
una delle quattro azioni possibili:
- prendere dalla riserva fino ad un massimo di tre pietre e piazzarle avanti a se;
- piazzare una pietra su una nave;
- giocare un carta dalla propria mano;
- muovere una nave verso un porto e far scaricare le pietre nell'ordine di comparizione.
finché tutte le navi non sono attraccate, a quel punto si assegnano i punti di fine turno e si rivela un'altra carta.
A fine partita si sommano tutti i punti e si vede chi ha vinto.

Ormai l'abbiamo giocato in due, in tre e anche in quattro e tutte le volte chi lo ha giocato ne rimane soddisfatto. Rende sempre è innegabile. La scalabilità è ottima e in quattro è difficile far tutto.
Lo si può giocare come gioco della serata, se i giocatori al tavolo son novizi, oppure come filler finché i cubetti non si sono addormentati del tutto.
Un gioco che un po' come Carcassonne può essere giocato a vari livelli, si può giocare con molto fair play oppure essere veramente antipatici e fare le
carognate con le navi altrui.

Che vi devo dire, fate un giro su playbazar e prendetene una copia!