venerdì 21 aprile 2017

La nostra prima Play (Domenica)

Dopo aver dormito... poco, abbiamo fatto una colazione ancor più scarna di quella del giorno prima e ci siamo diretti al 212 a prendere le vivande per il pranzo.

Arrivati in fiera finalmente iniziano gli scambi per la mia Math trade e pur a malincuore saluto due titoli della mia collezione per entrare in possesso di Hoyuk (comprensivo di espansione) e Goa, titolo voluto fortemente da LadyCubetto.
La notte non sembra che abbia rigenerato troppo LadyCaffeina, che probabilmente  berrà un po' di caffè durante il giorno per reggere.
Alle 9 in punto i cancelli si sono aperti e visto che gli acquisti in teoria erano conclusi ci siamo aggirati per il padiglione B.
Primo stand e abbiamo trovato i regali per i due cubetti (un bel lego, una tazza da colazione e due pupazzi). 
Poco più in la ecco lo stand della Haba. Subito ci fiondiamo e ascoltiamo le regole di una sequela di giochi per tutte le età, dai 3 anni fino ai 99 (come recitano le loro scatole gialle).
Iniziamo con La Banda dei criceti, cooperativo dove i giocatori devono portare le provviste per l'inverno nelle varie dispense della tana prima che il ghiro si sia addormentato sotto una coperta di foglie (che scandiscono la durata della partita).
Altro gioco spiegato e successivamente visto in opera da un gruppetto di bimbi è stato Maghetti, un po' un gioco dell'oca e un po' un memory. Ad ogni turno si tira un dado e si avanza sul tracciato. Sotto ogni spazio c'è mostrato un animale che si cela sotto un cappello di un mago. Il bimbo ops giocatore deve usare la bacchetta magica per alzare il cappello e scoprire che animale si trovi sotto di esso.
La particolarità del gioco è che i cappelli sono posizionati su ruote dentellate (simil tzolki'n) e quindi la posizione degli animali può cambiare durante la partita.
Poi abbiamo visto La principessa sul Pisello, gioco tutto rosa per il quale la piccola cubetto sarebbe andata fuori di testa, ma molto difficile da completare, perché a mio avviso il pisello è troppo grosso ed i letti che bisogna comporre sopra di esso non possano ospitare la principessa senza farla cadere.
Infine abbiamo adocchiato Il Tesoro delle 13 isole dove alla guida dei nostri dirigibili dobbiamo viaggiare attraverso le 13 isole per recuperare tesori e manufatti.

Concluso il giro per i bimbi abbiamo proseguito nel nostro giro per ben 5 metri ahahah e ci siamo fermati a provare un futuro Kickstarter.

ELO
Gioco tutto italiano, basato sui videogiochi di tipo MOBA. Una brillante idea, un tabellone e delle carte molto accattivanti. Per ora, se non arrivano gli streach goal, è un gioco d 1 contro 1. Ognuno ha la sua fazione e deve portare uno dei 3 fronti del combattimento nel quartier generale avversario. 
L'abbiamo provato inizialmente io e LadyCaffeina, poi è subentrata LadyCubetto al mio posto e alla fine il gioco è piaciuto a tutti senza nessuna obiezione.
Insomma a questo Kickstarter non mancheremo di fare il pledge.

Poco più in la ecco chi si rivede, Simone Tansini con il suo gioco basato sulle Opere più famose al mondo. Sempre gentile e cordiale ci fa accomodare e ci spiega il gioco.

Sipario

Ogni giocatore rappresenta un agente teatrale che deve mettere in scena delle opere. Per ognuna di esse deve creare il cast e infine debuttare.
Il bello del gioco è sicuramente l'ambientazione molto sentita e le meccaniche, molto semplici e apprendibili da chiunque anche senza saperne un acca di teatro.
Provati un tot di turni tutti assieme ed effettivamente il gioco è filato liscio senza troppi intoppi, tanto che lo abbiamo subito acquistato.
In verità l'avevamo già puntato a Lucca, ma dopo averlo provato a Modena ce ne siamo innamorati.
Dopo aver salutato e ringraziato Tansini mi sono diretto alla DoppioGiocoPress sapendo che per Modena avrebbero portato il gioco Miths at War, gioco di carte che avevamo acquistato online, ma che ha un regolamento in inglese e spagnolo pessimo. Molto gentilmente mi ha fatto omaggio del regolamento rivisto e corretto da loro in italiano, non finirò mai di ringraziarlo.
A questo punto riprendiamo la camminata incontrando Teooh, ma soprattutto  conoscendo finalmente di persona Red Bairon e Dado.
Mi avvio da solo come un fan che incontra la sua rock star preferita ed è subito magia. Qualche battuta, due parole e torno tronfio dai miei compagni di viaggio.
Vista la mia faccia LadyCubetto esclama: "Io sarò matta per Terence Hill, ma tu sei matto per Dado"... eh già, sarà per la barba ahahah
Così ci dopo aver tergiversato tra Ascensium e miniature varie torniamo alla Placentia a provare Kepler-3042.
Ovviamente i tre tavoli sono tutti pieni, così ci sediamo a provare un gioco  sempre a tema spaziale.

Space
Gioco di carte dove ogni giocatore rappresenta una agenzia spaziale e deve viaggiare da un pianeta all'altro per ottenere punti vittoria.
Il gioco molto simpatico e rapido è piaciuto a tutti per la sua semplicità.
Inoltre essendo stato prodotto assieme all'agenzia spaziale italiana può essere utile a LadyCubetto a scuola con i ragazzi.
Acquistato subito!

Liberato il tavolo eccoci pronti all'esplorazione (parafrasando la dedica dell'autore sulla nostra scatola).

Kepler 3042

Gioco che ci stuzzicava poco per la grafica, ma che abbiamo apprezzato moltissimo sia durante la spiegazione che durante la partita.
Ci è sembrato tosto e bello solido. Infatti l'abbiamo comprato e nei prossimi post troverete la sua recensione.

Dopo un cinghialetto è l'ora di fare un giro a vedere cosa c'è negli altri padiglioni.
Giriamo nell'estensione del padiglione A e ci imbattiamo in una produzione propria per un gioco di carte incentrato sulla deduzione.

Indago

Gioco che non ho onestamente seguito perché preso dagli scambi vari. Quindi cito il commento di IzioMan: "Un giochino di bluff in cui metti in ordine di fiducia le giocate degli altri. 
Se un altro ha messo quello che volevi fai punti, altrimenti fa punti l'altro e tu li perdi. Con l'aggiunta che uno può far punti solo se ci sono altre giocate sbagliate come la sua." 
Per il nostro target è risultato simpatico, ma nulla di più.

Continuamo il giro e adocchiamo un giochino con cui i cubetti potrebbero divertirsi.

Co Co Ice
Gioco di destrezza sulla falsa riga di Bicchierini Sprint, dove ad ogni turno viene mostrata una carta e bisogna comporre i gelati raffigurati.


Ma durante tutta la manifestazione abbiamo assistito e sentito battere fortissimo e velocemente un trippolo rosso sul tavolo, così molto incuriositi ci siamo seduti a provare la novità della Play 2017 alla Ghenos.

Magic Maze

Gioco o meglio party game caciarone, da 4 a 8 giocatori. 
Scopo del gioco recuperare gli oggetti nel supermercato e riuscire ad uscirne entro il tempo della clessidra.
La particolarità del gioco è cheogni giocatore può spostare i trippoli nel supermercato solo nella direzione della carta che gli viene assegnata ad inizio partita e soprattutto non è possibile parlare o indicare. L'unico modo per dare una svegliata ad un altro giocatore è bussargli davanti con sto trippolo.
Molto caciaro ma poco significativo per noi.

Sempre alla Ghenos andiamo a sentire la spiegazione direttamente dall'autore di Zagor, gioco che attrae come il lato Oscuro LadyCubetto.
Il titolo ci pare molto solido e aderente alla storia dell'eroe, ma alla fine non solletica le papille gustative della mia signora fino ad acquistralo.

La giornata ormai stava volgendo al termine, ma la voglia di giocare è ancora tanta e IzioMan ha ancora un titolo da provare prima (diciamo prima anche se tanto lo avrebbe acqusitato lo stesso) dalla Devir.

La valle dei Mercanti
Novità della Devir 2017, dove ogni giocatore interpreta un mercante che deve riempire la sua bancarella con 9 prodotti.
Gli spazi sono numerati da 1 a 9 e lo scopo è mettere le carte (numerate) per comporre il numero esatto ed nell'ordine crescente.
Il gioco ci è piaciuto molto, simpatico ma con un pizzico di tattica sul cosa giocare per non avvantaggiare gli altri.

Alla fine la nostra prima Play è stato un successone!
Un grazie particolare a LadyCubetto è alla sua grande idea di portare il magico carrello che abbiamo riempito a dismisura.



E per finire una carellata di immagini scattate durante la due giorni:






giovedì 13 aprile 2017

La nostra prima Play (Sabato)

Eccoci pronti al resoconto della due giorni a Modena per la Play 2017.
Ci siamo preparati discretamente per l'appuntamento e quindi ci sentiamo pronti all'avventura.
I cubetti sono stati accompagnati dai nonni per una settimana in riviera a vivere la campagna ingauna, ma anche a respirare aria di mare.
Noi d'altro canto abbiamo letto post e recensioni in giro per la rete in modo da capire cosa provare e soprattutto chi e dove sarebbero stati fatti sconti e offerte imperdibili.
Valigie già pronte dal giovedì sera così venerdì per le 19 assieme ai nostri compagni di viaggio, IzioMan e LadyCaffeina, siamo pronti per la partenza, via!
In autostrada eravamo nel senso contrario del traffico (i milanesi venivano in riviera e noi verso il mondo ludico) quindi nessuno ostacolo.
Arrivati al nostro B&B "Il nido nel verde", non facilissimo da trovare ma stra comodo per andare in fiera, ben 6 minuti di macchina. Avendo un leggero appetito non saziato da un Camogli all'autogrill, decidiamo di bere e mangiare una cosa veloce prima di andare a dormire.
In loco veniamo indirizzati verso il 212.
Arrivati, abbiamo trovato un bar, ristorante, discoteca, lounge bar, insomma di tutto e di più. Il primo impatto è stato di smarrimento, pensando ad un baretto e vestiti comodi per il viaggio, mentre fuori dal locale c'erano energumeni palestrati vestiti a festa e donnine non proprio vestitissime. Per chi conosce sembrava di essere al giovedì sera al Time da Giacomo, polizia compresa.
Da un buttafuori veniamo gentilmente indirizzati ad una porta laterale che ci porta in un open space dove, a parte il look degli altri frequentatori, abbiamo mangiato e bevuto molto bene, così alle 23.30 chiudiamo le luci e ci rilassiamo per il giorno dopo.

Sabato

Sveglia mattutina alle 7.15, colazione (non proprio esagerata, ma va bene così) e ci avviamo verso la fiera, dove ci aspetta una giornata ludica e un sacco di scambi della Math trade per IzioMan e amici vari.

Decidiamo per la tattica: Entriamo e ci fiondiamo ad un tavolo a giocare prima che arrivi qualcun'altro.
Così ci dirigiamo a passo spedito verso la DV Giochi, dove lavora il nostro amico Paolo (gran persona, se non la conoscete fatelo!) e ci sediamo a giocare a Armi & Acciaio.

Armi & Acciaio

Giochino italianizzato di Guns & Steel, edito dalla DV Giochi.
Il titolo è di civilizzazione e lo scopo è acquisire carte che rappresentano scoperte, pagandole in carte per aggiungerle alla propria mano, fino a soddisfare una delle condizione di fine partita.
Il gioco si spiega velocemente e lo si riesce a maneggiare sempre troppi problemi. L'abbiamo subito promosso e segnato sulla lista degli acquisti quando comparirà sugli scaffali.
Sempre alla DV giochi avevamo altri titoli nella nostra lista da spuntare e quindi siamo rimasti in zona andando a provare 3 Segreti e DeckScape.

3 Segreti

Gioco di carte dove un giocatore conosce i segreti della carta in gioco e deve rispondere alle domande degli investigatori (gli altri giocatori al tavolo). I quali devono scoprire i 3 segreti che stanno dietro ai 3 elementi evidenziati sulla carta.
L'abbiamo giocato in 7, unendoci ad un altro gruppo di persone. IzioMan era il "narratore", mentre noi tramite le nostre domande a cui poteva solo rispondere: Si, No, Non è importante, Quasi ma non corretto, abbiamo cercato di scoprirli e alla fine li abbiamo trovati. Ci ha ricordato "Storie Nere" e poco intrigato, ma comunque niente male. Interessante che si possa scaricare l'app con tutte le carte presenti, ma solo per segnare se si sono scoperti i segreti e il timer automatico.

DeckScape
Gioco di carte basato sull'idea in voga ultimamente delle Room Escape. Lo scopo è risolvere gli enigmi presenti sulle carte, che sono intersecate l'una con l'altra, per poter arrivare in fondo agli indovinelli.

Abbiamo provato la versione demo per la fiera, 10 carte. Divertente, teso, rompicapo, insomma bello. L'abbiamo comprato subito senza troppo pensarci, perché il tempo stringe, un po' come il gioco.

Volevamo provare anche AmunRe, ma ci siamo spostati verso lo stand della Ghenos dove  ci hanno spiegato un gioco molto scenico e caciarone.

Hop!
Gioco dove il si lanciano gli arcobaleni e si conquistano nuvole (punti vittoria) per poter vincere.

L'abbiamo visto giocare su vari tavoli, molte persone che ridevano e si divertivano. Ogni giocatore in base alla carta evento che esce deve lanciare l'arcobaleno e il/gli altri giocatori devono prenderlo con l'indice. Se riesce la presa al volo si prendono le nuvolette rappresentanti i punti.

Altro giochino molto scenico della stessa casa editrice è
Aya
Gioco letto su vari blog che ci ammiccava e onestamente eravamo li li per cadere nella trappola, ma l'abbiamo provato a Modena e a me, LadyCubetto e LadyCaffeina non ha fatto risvegliare nessuna scimmia. Molto carina l'idea dei pezzi da mettere tipo domino, posare gli animali sopra ai tasselli e infine spingerli a cader tutti. Ma l'abbiamo trovato molto freddo.

Fatti cadere i pezzi troviamo un tavolo libero dove conosciamo altri 4 giocatori, anche loro per provare:

Between the Cities
Gioco molto simpatico, anche se non lo porteremo a casa.
Ognuno è proprietario, ma in comune con i giocatori seduti ai suoi fianchi, delle città alla sua destra e alla sua sinistra. Quindi in due si collabora al fine di far aumentare il punteggio della città comunitaria.
Dopo vari turni per piazzare le tessere scegliendole con un draft, si arriva al conteggio finale delle due città. Oggi giocatore tiene il punteggio minore delle due e chi ha ottenuto il maggiore vince.

A questo punto della giornata ci siamo riscaldati abbastanza e puntiamo a qualche bel titolone da provare. Quindi ci dirigiamo allo stand Asmodee dove presentavano e vendevano:

Century: la via delle spezie
Iniziamo col dire che il gioco è semplicissimo nelle regole, ottimamente curato e il tappetino da veramente un valore aggiunto.

In questo gioco siamo dei mercanti che devono riuscire ad ottenere delle carte bonus per poter vincere la partita. Nella nostra demo bisognava comprarne almeno 3 per concludere la partita.
Bella la meccanica dell'uso delle carte e dei token in legno per poter acquisire nuove carte ed infine le carte bonus.
Mi è piaciuto parecchio il fatto di poter recuperare le carte giocate anche se non avevo concluso quelle che avevo ancora in mano.

Ndr: LadyCaffeina è rimasta tanto affascinata dal gioco quanto lo è stata negativamente quando le han detto che le copie erano finite alle 9.20 e doveva aspettare almeno fine maggio.

Provato un titolone, ci voleva qualcosa di leggero, così ci dirigiamo verso i tavoli di sushi war per prendere le bacchette in mano e mangiare... no no a giocare.

Sushi War

Gioco o meglio party game, dove ognuno utilizzando solamente le bacchette deve girare e impilare i dadi per comporre la sequenza presente sulla carta scoperta nel turno.
Ogni carta rappresenta una sequenza di 4 o 5 dadi, nel primo caso, dopo aver concluso la sequenza è possibile scagliare l'ultimo dado rimasto contro una pila avversaria per abbatterla, questo permette di raddoppiare il punteggio di quella sequenza.

Dopo aver pranzato alacremente a piadine e tirelle siamo andati un po' a zonzo per respirare l'aria della Play. Meravigliosa.
Nei nostri giri ci siamo imbattuti nella red Glove dove c'era uno dei nostri autori preferiti Chiarvesio, che presentava il suo nuovo gioco di schicchere.

Warstones

Gioco di schicchere dove si fronteggiano due eserciti che a suon di bicellate e azioni cercano di avere il sopravvento sui nemici.
L'effetto è molto scenico e il gioco sembra molto ma molto divertente.


A questo punto di giochi provati ne avevamo la panza abbastanza piena, la macchina era già più che carica di titoli nuovi trovati a buon prezzo nei vari stand e quindi ci siamo diretti verso due dei nostri obiettivi (miei e di LadyCubetto) alla Placentia e Post Scriptum.

Arrivati c'era obiettivamente un po' di coda, ma niente di esagerato.
Quindi ci siamo fatti spiegare per sommi capi Kepler-3042 con l'intento di provarlo il giorno successivo e attendevamo il conteggio dei punti del prototipo che dovrebbe uscire grazie ad un KickStarter: "I grandi Laghi".
Il nome è ancora in via di definizione, come anche altre cose in verità.

I Grandi Laghi

Prototipo spiegato direttamente dall'autore.
In questo bel cinghilotto siamo dei nativi americani nella regione dei grandi laghi. Le azioni che possiamo svolgere sono pescare pesci utilizzando le nostre canoe, produrre risorse grazie alle nostre squaw, cacciare castori grazie ai cacciatori, conquistare nuovi territori con i nostri guerrieri e commerciare.
Il bello del gioco è la scelta delle azioni da svolgere, basato su una scacchiera 3 x 3 dove, partendo da 9 azioni iniziali queste si possono migliorare acquisendone altre al mercato e ad ogni turno la riga più bassa viene sostituita e ripiazzata.
Il gioco è molto strategico e profondo. Non vediamo l'ora che parta il kickstarter per acquistarne una copia.

Alle 19.30, finita la partita salutiamo, facciamo i complimenti e ringraziamo l'autore. Ultimo giretto e ci dirigiamo all'uscita, in modo da poter fare una doccia prima di andare a mangiare in centro Modena da Oreste.
Locale storico modenese, infatti era pieno di foto di grandi del passato che avevano mangiato li e soprattutto ottimo cibo. 
Il proprietario è il classico vecchio oste che chiacchera volentieri e ti coccola sin da quando metti piedi all'interno.
Unica pecca è la lentezza del servizio, mangiando alle 21 siamo usciti alle 23.45. Un filo lunga come serata, soprattutto se il giorno dopo vuoi essere fresco per un'altra giornata ludica.

venerdì 7 aprile 2017

Seratona di festa per tutti!


Siamo in piena preparazione per la nostra prima Play a Modena: valigie pronte, biglietti stampati, lista giochi da testare scritta, avvisato tutti i personaggi della Math trade da incontrare più qualche amico extra e cubetti portati dai nonni. 
Manca solo la partenza, ma direi che ci siamo!

Così con la serata libera del giovedì infrasettimanale che facciamo? 
Andiamo a trovare FaustoXX in modo da recuperare i suoi giochi da scambiare e soprattutto provare un gioco che abbiamo comprato a Lucca, ma ahimè non abbiamo ancora apparecchiato.

Una Festa per Odino
Gioco del 2016, di Uwe Rusenberg, edito in Italia da Cranio Creations.
Iniziamo come tutti dicendo che è un gioco di peso, nel vero senso del parola, 3,5 kg di componentistica sono veramente un botto, ma onestamente non serve tutta sta roba, ne poteva mettere anche un po' meno, siamo onesti.

Spiegare il regolamento è veramente lunga, infatti per spiegarlo l'ospite ci ha messo circa tre quarti d'ora, ma ci volevano tutti, perchè tra le azioni, l'uso della plancia personale, le carte occupazione e tutte le fasi di ogni turno, il tempo è più o meno quello e non si scappa. 
Ma vi rimando ai video di Miss Meeple e Giochi Guidati  per una spiegazione esauriente.

Lo scopo del gioco, che dura 6 turni nella versione breve e 7 in quella lunga e quello di ottenere punti vittoria, cercando allo stesso tempo di limitare i malus presenti sulla propria plancia e su quelle che si possono ottenere.

Il bello o il brutto, a seconda dei punti di vista, è proprio l'insieme delle azioni da fare, che ti spiazza all'inizio visto il numero esagerato, ma soprattutto ti insinua dubbi uno dietro l'altro tutta la partita sul fatto di aver sbagliato sempre la mossa appena fatta.
Questo perché alla fine si può navigare nelle isole vicine, far emigrare i propri meeple, commerciare, cacciare, ottenere risorse che sono fondamentali per poter eseguire azioni e sfamare la propria tribù, migliorare le proprie merci etc...

Nella nostra partita ognuno ha seguito la sua strategia, io ho puntato sulla strada delle carte occupazione avendone preso una iniziale che mi faceva mettere giù occupazioni a basso costo quando volevo, ma purtroppo la fortuna non mi ha arriso e il loro punteggio (con ben 11 carte) non ha superato quello di LadyCubetto che ne aveva meno della metà delle mie (5 in totale).
Quindi un filo di alea c'è, comprensiva anche di dadi magici da 8 e 12 facce, ma che possono essere ritirati almeno 3 volte, quindi dai su 3 volte riuscirete ad ottenere un valore che vi aggrada?
FaustoXX ha puntato sull'uso delle navi per ottenere manufatti (utilizzabili nel patchwork) e le rendite.
Mentre LadyCubetto, grazie alle sue carte, ha puntato tutto sul patchwork ed ad ottenere plance aggiuntive.

La partita, probabilmente giocata male da noi neofiti, ha dato dei risultati finali (forse) scarsi. FaustoXX ha vinto con 48 punti (oltretutto senza giocare mai una carta occupazione!) sui miei 42 e i 39 di LadyCubetto, ma perchè così bassi?

Perché sulla propria plancia, ma anche su quelle ottenibili (utili per i loro bonus, ma anche per le loro rendite) bisogna costruire un patchwork di oggetti, metalli e monete per coprire le caselle che danno un punto negativo, altrimenti lo si paga.

Quindi come in molti giochi bisogna sempre cercare un compromesso tra tutto quello disponibile, il troppo stroppia e alla fine invece di far punti li si perde. Inoltre bisogna pianificare le mosse perché le azioni migliori costano molto in termini di omini e quindi più ne usi meno fai.
Però come in Agricola, vuoi sempre far tutto! E quello che ti serve casualmente manca sempre, insomma ci sono un sacco di componenti, ma nella partita quello che ti serve non lo ottieni mai in numero sufficiente.

Alla fine comunque il gioco è promosso a pieni voti e non vediamo l'ora di riprovarlo con LadyCaffeina e Izioman.

mercoledì 29 marzo 2017

La situazione si fa difficile quando metti assieme Morbillo, Scarlattina, Scorbuto e Diarrea

Per fortuna il titolo non è il riassunto delle malattie presenti in casa cubetto

(aspetta che tocco ferro), infatti a parte qualche tosse perenne i cubetti stanno benone.
Ma il risultato dell'apertura del nuovo negozio di giochi in scatola a Genova, dove all'inaugurazione han fatto un 20% di sconto sui titoli esposti.
Così mentre mi aggiravo per il negozio pieno di nerd vedo in un angolo di una mensola un titolo, che dopo aver giocato a Time Stories era stato puntato come prossimo obiettivo, una scatola, l'unica e sola.
Salita la scimmia scrivo a LadyCubetto, che aspettava con i pupi in macchina, che mi porti i contanti. Lei letto il titolo non ha esitato a rispondere al richiamo, santa donna.
Risultato? In casa cubetto è giunto il top della classifica di bgg, Pandemic Legacy.

Ovviamente non vi dirò nulla del gioco formato Legacy, ma vi racconterò la versione base, che come dice il regolamento è meglio saper masticare bene prima di lanciarsi nell'avventura one shot che abbiamo acquistato.
Quindi ecco a voi...

Pandemic

Gioco dell'autore Matt Leacock, del 2007, pubblicato da Z-Man Games ed edito in Italia da Asterion.
Titolo collaboativo dove i giocatori impersonano uno dei 5 personaggi presenti nella scatola: Coordinatore, Scienziato, Ricercatrice, Medico e Responsabile Trasporti e devono debellare le quattro malattie letali che imperversano nel mondo. 

Il gioco si sviluppa su una plancia che rappresenta un planisfero con 48 città collegate tra loro.
Il motore è dato dalle carte che ogni giocatore usa per spostarsi, scambiarsi informazioni, debellare l’epidemia dalle città, costruire laboratori e trovare nuove cure per le malattie. 

Inoltre per simulare al meglio il proliferare delle malattie alla fine di ogni turno si pescano delle carte che identificano le città dove le malattie si manifestano ed epidemie che possono far scoppiare focolai nel mondo!

Ma il gruppo come vince o perde?
Vince se trova le quattro cure, mentre perde se scoppiano 8 focolai, o finisce il tempo a disposizione dei giocatori (il loro mazzo di carte) oppure finisco i cubetti che rappresentano una malattia.

Il gioco è un susseguirsi di colpi di scena, perché mentre argini la malattia in una zona del mondo, ti può scoppiare un focolaio dall'altra parte e quindi devi correre ad arginare quella zona, sempre ricordando che le malattie vanno curate in modo da vincere la partita.
Prima serata, prima partita e ovviamente prima sconfitta, però il gioco ci è piaciuto e non poco.
Nota molto positiva. Nelle altre partite di avvicinamento alla versione Legacy abbiamo un po vinto e un po perso.
Ma ormai ci siamo impratichiti, quindi via alla ricerca delle cure per le quattro malattie che potrebbero debellare l'intera popolazione mondiale!


Pandemic Legacy


sabato 25 marzo 2017

Serata romana pre festiva salvando gatti

Nella serata pre compleanno di LadyCubetto (tanti auguri a lei!) ci vengono a trovare gli amici di sempre IzioMan e LadyCaffeina.
La serata inizia così così: la piccola cubetta non ne voleva sapere di dormire, cosa invece riuscita benissimo al piccolo cubetto.
Ma è una mezza serata di festa e quindi chiudiamo un occhio.
Così mentre io cerco di addormentare la piccola, LadyCubetto e IzioMan provano un bellissimo fillerino (scelto e voluto dalla festeggiata) comodo da portare in borsa, date le sue dimensioni ridotte.

Gatta Ci Trova

Gioco del 2012, di Antoine Bauza, edito in Italia da Oliphante. Dalla durata di circa 20 o 30 minuti esagerando.
La trama è aiutare i gatti randagi a trovare una casa.
La meccanica è simile al labirinto magico: Si costruisce una scacchiera di tessere della dimensione 4 x 4, rappresentanti stradine usate dai gatti per poter arrivare alle due calde case.

Il gioco dura quante sono le carte gatto. Ad ogni tornata del gioco bisogna aiutare i due gatti presenti a bordo scacchiera ad arrivare casa, ruotando al massimo due tessere per volta o inserendo una nuova tessera traslando una riga o una colonna presenti.

Ogni volta che un gatto raggiunge una casa, se ne rivela un altro e così via fino all'ultimo micio. 
Ogni felino ha un punteggio: sommando i gatti accasati si decreta il vincitore.

Quando LadyCubetto ha concluso la partita (vincendo), ci diamo il cambio per la piccola e, ovviamente, lei ha più fortuna di me (circa 10 minuti contro i miei 45, ma la mamma è sempre la mamma), così lo provo anch'io. Il gioco è veramente simpatico. L'ambientazione è uno degli amori di mia moglie, i gatti! Anzi ancora meglio, i gatti randagi. Sarà il suo animo gattara, ma il titolo rende molto l'idea. In più la confezione è veramente portabile ovunque.

Una volta che la casa è silenziosa e dormiente, apparecchiamo il titolo clou..

Sit Gloria Romae

Gioco di Carl Chudyk, da 2 a 5 giocatori, dalla durata di 60 minuti (abbastanza veritieri).

Lo scopo del gioco è utilizzare i personaggi (le carte) per poter ottenere risorse, che serviranno per creare edifici, i quali a loro volta daranno punti e benefici.


Come detto, quindi il tutto è basato sull'uso delle carte che rappresentano varie cose: sopra vi è raffigurato un edificio, ma anche un personaggio, una risorsa o un cliente.

Insomma dipende da come si utilizzerà la carta nel gioco.

Ogni giocatore ha una plancia e comincia con 4 carte "normali" e un senatore (che vale come qualunque carta normale).

Ad ogni turno un giocatore, detto "prefetto", sceglie un personaggio dalla mano: gli altri  giocatori possono "seguirlo" e fare la stessa azione (mettendo in gioco lo stesso personaggio) oppure "pensare" e pescare carte (fino ad ripristinare una mano da 5 - oppure pescare 1 senatore).


La partita si conclude quando avviene una delle seguenti cose:

1. sono finite le carte;
2. viene costruito l'edificio "Catacomba" (il gioco termina immediatamente e si contano i punti);
3. viene costruito l'edificio "Foro" (il gioco termina immediatamente e chi ha costruito questa carta è il vincitore a prescindere dai punteggi ottenuti);

Ogni personaggio permette un'azione particolare:

- Manovale (carica merce nel magazzino);
- Artigiano (getta le fondamenta per un edificio oppure sposta merci dalla propria mano a un edificio in costruzione);
- Patrono (arruola clientela - che permette di svolgere un'azione più volte di seguito);
- Architetto (getta le fondamenta per un edificio oppure sposta merci dal magazzino a un edificio in costruzione);
- Legionario (va a cercare per Roma il materiale necessario, insomma scassa la uallera ai vicini, rubando merci);
- Mercante (trasforma le merci del magazzino in oro).

Il gioco fila liscio una volta capiti chi sono i personaggi e le azione che eseguono. A detta di LadyCaffeina sarebbe più chiaro se sulla plancia del giocatore, oltre all'immagine del personaggio, ci fosse anche il suo nome.

A noi è piaciuto, perché l'abbiamo trovato molto lineare, rapido nel susseguirsi dei turni e senza troppi tempi morti. Abbiamo concluso la partita costruendo uno dei due palazzi che innescavano la fine della gioco. 
Come nelle migliori favole, la festeggiata (PER MERITI) ha vinto la partita della sua serata!

venerdì 17 marzo 2017

Ys we can!

Serata difficile in casa cubetto, la piccolina chissà che cosa avrà bevuto, ma di addormentarsi non ne aveva proprio voglia. La cena era stata pure piuttosto rimpinzante, quindi con la panza piena segue la nanna profonda e invece no.
Così mentre LadyCubetto si immola in camera dei bimbi, inizio lo spiegozzo del gioco della serata, che per nostra fortuna, anche in quattro non dura più di un ora e mezza.
Semplicemente...

Ys

Gioco del lontano 2004, edito da Ystari e Rio Grande Games, di Cyril Demaegd. Da 2 a 4 giocatori.

Nella stupenda città di Ys i giocatori interpretano la figura di principi mercanti.
Utilizzando i propri mediatori cercheranno di acquisire pietre preziose da rivendere al mercato della città in modo da ottenere più soldi di tutti gli altri.

Il gioco dura 4 turni e in ognuno di questi i giocatori piazzeranno i loro mediatori nelle 3 aree dei 4 quartieri della città più il mercato.

La particolarità del gioco sta nel fatto che i mediatori, che sono dei cilindri con una punta valorizzata, vengono piazzati a due per volta, ma solamente uno con il valore visibile a tutti.
Alla fine del turno quando tutti hanno piazzato i loro mediatori si rivelano le maggioranze (intese come somme dei numeri stampati sui mediatori) un quartiere e area alla volta, svolgendo le azioni relative.
In dettaglio si conteggia per ogni quartiere e successivamente una volta sola nel mercato:
- l'ordine giocatori, in base alle somme dei mediatori di ogni quartiere in modo da poter scegliere le pietre preziose arrivate sulle banchine;
- chi ha la maggioranza nella zona del porto per ottenere una pietra nera;
- chi ha il valore maggiore nella zona del mercato per ottenere due monete (i punti vittoria);
- chi ha la maggioranza nella zona del palazzo in modo da ottenere carte spendibili nei turni successivi;
 ed infine nel mercato per ottenere pietre e modificare la loro quotazione.

Le pietre vengono immagazzinate dietro allo schermo di ogni giocatore in modo da tenerne segreta la quantità.

Alla fine dei quattro turni in base alle quotazioni finali delle pietre si calcolano i punti vittoria finali.
Tutti i giocatori mostrano il loro bottino e si conteggia chi ha più pietre per ognuna della quattro tipologie.

L'abbiamo giocato sia in due che in quattro giocatori. Nelle partite a due giocatori abbiamo dato più importanza ai quartieri della città rispetto al mercato, mentre in 4 le fluttuazioni del mercato si sono fatte maggiormente sentire creando dei mega ingorghi nella piazza del mercato. Il gioco ci è piaciuto sin da subito per la sua semplicità e durata. Ora non ci attende che ottenere l'espansione che da quanto dicono completi il gioco.



giovedì 9 marzo 2017

Programmare bot nel fondo del mare

L'altra sera ho rivisto un film del 1998, Sfera. Cast di altissimo livello: Sharon Stone, Dustin Hoffman e Samuel L. Jackson. Nel film si parla di una stazione sottomarina costruita per poter recuperare una astronave aliena sul fondo del mare. Nel velivolo alieno si trovava una sfera di grandi dimensioni di cui non si sa nulla. Durante il film l'equipaggio della stazione ha iniziato a morire misteriosamente ed inoltre c'era di mezzo pure un calamaro gigante.
Così guardando la mensola del nostro piccolo Dio, Feld, adocchio un titolo che mi ricorda un po' tutti questi indizi in un unico titolo.
Aquasphere

Gioco del 2014, di Stefan Feld, da 2 a 4 giocatori, edito in Italia da Asterion Press. Dalla durata di quasi 2 ore di gioco.
Ogni giocatore gestisce dei bot, che deve programmare per fare varie azioni, ottenendo punti vittoria. 

Come tanti si potrebbero aspettare dai suoi giochi la famosa insalatona di punti non è presente, ok si è vero che con alcune azioni di fanno punti, ma non come ci ha abituato.

Il gioco è uno spettacolo innanzitutto per gli occhi. Apparecchiato riempie splendidamente tutto il tavolo, tanto da allungarlo almeno con un estensione, anche se due sono consigliate.

Coloratissimo e gigante è il tabellone principale contenente le sei stanze dove poter piazzare i bot. 
Una plancia per poterli programmare con le sette azioni possibili e le plance personali, dove piazzare i token del proprio colore.

Il gioco dura 4 turni, con condizioni sempre variabili in base al numero di giocatori e alla pesca casuale delle carte turno.
In ognuno di questi viene definito l'ordine delle azioni programmabili e cosa si troverà nelle varie stanze. Inoltre le uniche due azioni possibili durante la propria giocata sono:
- programmare un bot, utilizzando la plancia programmazione o pagando per poter sceglierne una a nostra scelta;
- utilizzare un bot (precedentemente programmato) in una delle sezioni della stazione.
Le azioni programmabili per i nostri robottini sono:
  • piazzare un sottomarino nella stazione, pagandone il costo relativo (colore blu);
  • recuperare cristalli neri, fino al massimo consentito dal proprio magazzino (colore nero);
  • prendere un tassello espansione del proprio magazzino (colore verde);
  • ottenere gettoni tempo (usati come soldi durante il gioco) (colore giallo);
  • prendere una carta tecnologia (colore rosso);
  • catturare le piovre presenti nel settore (colore viola);
  • programmare il bot con l'azione presente nel settore (colore bianco);


Per poter scegliere quale settore utilizzare si utilizza uno scienziato che si sposta da un settore all'altro.
Inoltre in ogni stanza può esserci solamente un bot per giocatore, spostando gli altri nella zona di carico. Questo serve per ottenere la maggioranza nel settore ottenendo punti vittoria ad ogni turno e per rimandare bot degli avversari nella loro plancia personale, facendogli perdere preziosi punti vittoria.
A proposito della plancia del giocatore. Anch'essa è bella colorata e predisposta per contenere i sommergibili e i bot programmabili nella parte bassa, mentre nella parte alta si piazzano i due bot programmati.
A lato di questa ogni giocatore ha il suo magazzino personale per poter tenere cristalli neri, piovre, carte tecnologie e cronometri tempo.

L'abbiamo giocato in due e in quattro scalando benissimo. Ovviamente la parte delle maggioranze diventa più difficile da ottenere all'aumentare dei giocatori presenti, ma il resto viene ridotto in base a quanti lo si gioca senza alterarne la bellezza. 
Dall'esperienza di gioco abbiamo notato che non bisogna bruciarsi tutti i cronometri tempo perché molto importanti per poter piazzare sommergili, spostare lo scienziato sul tabellone e poter programmare un bot a nostro piacere. Come accade spesso nei giochi di Feld bisogna equilibrare tutte le possibili azioni facendole tutte per ottenere i bonus di ognuna di queste.

Risultato? Ci piace un sacco giocarlo qualunque sia il numero dei presenti al tavolo, perché troviamo bello poter tenere tutto sotto controllo e programmare le azioni nel miglior modo possibile cercando di ottenere più privilegi dei nostri avversari.